Curare la schizofrenia attraverso il sistema colinergico: il nuovo farmaco xanomeline-trospium (KarXT)

Dopo 30 anni, è stato approvato un nuovo farmaco per il trattamento della schizofrenia con un innovativo meccanismo d’azione: xanomeline-trospium (KarXT). A differenza dei trattamenti tradizionali che agiscono direttamente sulla dopamina, KarXT opera sui recettori colinergici. Questo nuovo approccio ha dimostrato un profilo di sicurezza unico, privo di effetti collaterali neuromotori e senza aumento di peso. Scopri come KarXT potrebbe rivoluzionare la cura della schizofrenia leggendo i risultati degli studi recenti.

Una nuova cura per la schizofrenia dopo oltre 30 anni: xanomeline-trospium (KarXT)

Per oltre 30 anni e stato insegnato che la schizofrenia e un disturbo legato a squilibri della dopamina, presente in eccesso o in difetto in alcune aree del cervello. Sebbene altri neurotrasmettitori siano implicati nei sintomi della schizofrenia, nessuno aveva finora dimostrato un potenziale terapeutico. Questo paradigma è recentemente cambiato. Vi raccontiamo i risultati di una serie di studi che hanno testato l’effetto di un nuovo farmaco, xanomeline-trospium, in persone che soffrono di schizofrenia.

Ma cosa e la schizofrenia?

La schizofrenia è un disturbo che incide profondamente sulla vita delle persone. I cosiddetti “sintomi positivi” – quali voci, allucinazioni, sospettosità, paranoia, idee e comportamenti bizzarri e disorganizzati, non ancorati alla realtà – possono causare immensa sofferenza e gravi difficoltà nelle attività quotidiane.

Accanto a questi, vi sono i “sintomi negativi”, che consistono nell’assenza di esperienze normalmente presenti nella maggior parte delle persone. Questi includono appiattimento affettivo, ridotta interazione sociale fino al completo ritiro, mancanza di eloquio, assente espressività facciale e perdita totale di iniziativa, che nei casi più gravi può portare all’incapacità di provvedere all’igiene personale.

Quando tali sintomi persistono per oltre sei mesi, rendono estremamente complesse, e talvolta impossibili, le attività che per altri sono semplici, impattando significativamente la qualità della vita di chi soffre di schizofrenia.

Quali sono i farmaci fino ad oggi disponibili per il trattamento della schizofrenia?

Fino ad oggi i farmaci usati per il trattamento della schizofrenia sono farmaci che bloccano l’azione della dopamina. Una categoria più recente di farmaci, “di seconda generazione”, agisce anche sui recettori della serotonina. Un’ulteriore classe di farmaci agisce come agonista parziale della dopamina, ossia modula il suo segnale, piuttosto che bloccarlo. Tra vari effetti collaterali che non possiamo elencare in questo blog per motivi di spazio, i farmaci più datati sono tipicamente associati ad effetti cosiddetti “extrapiramidali”, come tremore, rigidità muscolare, e in alcuni casi discinesia tardiva. I farmaci di seconda generazione sono invece maggiormente associati ad effetti collaterali metabolici, come aumento di peso. I farmaci “agonisti parziali”, come aripiprazolo, o cariprazina, risultano più sicuri e ben tollerati. Pur essendo farmaci efficaci nel migliorare sintomi positivi e negativi della schizofrenia, questi farmaci in alcuni casi non funzionano. Quando almeno due farmaci provati a dose e per un tempo sufficienti, e indicata la somministrazione di clozapina. La clozapine e un farmaco salva vita, estremamente efficace, ma anch’essa ha effetti collaterali talvolta importanti. Cosa fare dunque in chi preferisce farmaci piu “puliti”, tollerabili, sicuri?

Una meta-analisi sui migliori studi condotti con KarXT

I risultati positivi sul farmaco KarXT non vengono da uno, ma da vari studi. Recentemente, ricercatori hanno condotto una revisione sistematica e una meta-analisi rigorosa, includendo studi randomizzati e controllati (RCT, estremamente ben condotti) su pazienti con schizofrenia. L’obiettivo era valutare l’efficacia di xanomelina-trospio cloruro rispetto al placebo, concentrandosi non solo sulla riduzione dei sintomi, ma anche sul profilo di sicurezza. Gli autori hanno cercato gli studi condotti in numerosi database, hanno estratto i dati dalle precedenti pubblicazioni e li hanno uniti con analisi statistiche avanzate. In totale gli studi individuati sono stati 3, contribuendo con dati da quasi 700 persone.

Xanomeline-trospium: un farmaco efficace e sicuro

  1. Efficacia sui Sintomi: Xanomelina-trospio cloruro ha superato il placebo nella riduzione dei punteggi totali della PANSS (Positive And Negative Syndrome Scale), dei sintomi positivi, dei sintomi negativi e della gravità dell’impressione clinica globale (CGI-S). In termini più semplici, i pazienti trattati hanno mostrato un miglioramento significativo sia nei sintomi “positivi” (come allucinazioni e deliri) che in quelli “negativi” (come apatia e ritiro sociale).
  2. Tasso di Risposta: Il farmaco è stato associato a un tasso di risposta significativamente più alto (riduzione ≥30% del punteggio PANSS totale dall’inizio degli studi) rispetto al placebo.
  3. Effetti Collaterali Unici: A differenza degli antipsicotici tradizionali, xanomelina-trospium non è stato associato a effetti collaterali extra-piramidali (come parkinsonismo, acatisia, discinesia), aumento della prolattina o aumento di peso. Anzi, ha mostrato un rischio significativamente inferiore di aumento di peso (≥7% del peso corporeo basale) rispetto al placebo.
  4. Nuovi Effetti Collaterali: Tuttavia, sono stati osservati effetti collaterali pro-colinergici e anticolinergici, come nausea, vomito, ipertensione, secchezza delle fauci, dispepsia e stitichezza. Questi effetti sono stati generalmente da lievi a moderati e transitori, manifestandosi principalmente nelle prime 1-2 settimane di trattamento.
  5. Interruzione del Trattamento: Non sono state riscontrate differenze significative nei tassi di interruzione del trattamento per qualsiasi causa o a causa di intollerabilità tra i due gruppi.

Una nuova opzione per una terapia personalizzata

In un’ottica di psichiatria personalizzata, KarXT potrebbe essere particolarmente indicato per pazienti con schizofrenia acuta o stabilizzata che sono inclini all’aumento di peso, ad anomalie metaboliche, a effetti collaterali neuromotori, all’elevazione della prolattina/effetti collaterali sessuali e/o a effetti attivanti o sedativi degli antipsicotici antidopaminergici. Il profilo di sicurezza innovativo ben si colloca nella pratica clinica, considerate le numerose comorbidità fisiche nelle persone che soffrono di disturbi mentali.  Inoltre, il suo meccanismo d’azione unico potrebbe renderlo utile per i pazienti con sintomi positivi residui o per coloro che non rispondono agli antipsicotici che bloccano la dopamina. I prossimi studi testeranno la molecola in popolazioni più giovani, e resistenti agli altri farmaci. Il farmaco è attualmente disponibile solo negli U.S.A.

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Autori

Dr. Marco Solmi – Medico, Psichiatra, Professore

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